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Videosorveglianza - I Garanti Europei stilano il decalogo

Scopi leciti e chiaramente definiti, raccolta dei dati personali ridotta al minimo, adeguata informazione dei cittadini europei. Questi alcuni dei pilastri del "decalogo" messo a punto dai Garanti europei per un uso delle telecamere nel pieno rispetto della riservatezza degli individui. Nella riunione dello scorso 2 ottobre, il Gruppo che riunisce le Autorità europee per la privacy ha approvato in via preliminare un importante documento in cui sono state affermate alcune regole fondamentali che tutti i titolari di trattamenti pubblici e privati effettuati attraverso sistemi di videosorveglianza dovrebbero adottare. Il documento, in fase di pubblicazione, verrà presto messo a disposizione anche sul portale europeo per raccogliere suggerimenti ed osservazioni nell’ambito di una ampia consultazione pubblica. Il "decalogo" europeo nasce dall’esigenza di definire un quadro di riferimento uniforme ed armonico a livello comunitario riguardo all’installazione di tali sistemi, e contiene indicazioni generali (da specificare ulteriormente nei singoli settori di applicazione) che rappresentano un denominatore comune minimo al quale fare riferimento. Le indicazioni riguardano in parte anche i trattamenti di dati che non ricadono sotto le disposizioni della direttiva sulla protezione dei dati, come ad esempio, i trattamenti effettuati per scopi di sicurezza pubblica o per il perseguimento di reati, oppure trattamenti effettuati da una persona fisica per scopi esclusivamente privati o familiari. Come nel decalogo italiano e in quello in adozione presso il Consiglio d’Europa, le regole messe a punto riguardano aspetti fondamentali quali l’effettiva necessità del ricorso ai sistemi di videosorveglianza, la definizione di precisi scopi in base ai quali raccogliere le immagini, la necessità di informare i cittadini dell’installazione delle telecamere, l’adozione di misure di sicurezza.
Fonte:www.garanteprivacy.it newsletter del 30/09-06/10
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La truffa corre su Internet

Denunciata in questi giorni da Register.it una truffa che sta mietendo molte vittime in rete. Il meccanismo della truffa è molto semplice. Ai possessori di un dominio web arrivano lettere o mail firmate da sedicenti "Domain Registry of Europe" o "Domain Registry of America". Queste mail, scritte in Inglese e del tutto simili a normali fatture, richiedono ai propietari dei nomi a dominio il pagamento per il rinnovo della concessione. Le cifre richieste variano dai 35 agli 85 Euro e, per pagare, è necessario fornire il numero di una carta di credito. Chi, pensando di dover pagare per il rinnovo della concessione del dominio, si affretta a fornire i dati richiesti, in realtà subisce una doppia truffa. La prima è che il dominio viene trasferito in gestione ad una Società diversa da quella con la quale si era firmato il contratto di registrazione. La seconda è che si stà pagando che non si sarebbe dovuto e cioè il trasferimento del dominio e non, ovviamente, il rinnovo della concessione, fornendo inoltre ad una società anonima il proprio numero di carta di credito, con i rischi che questo comporta. Una truffa ben congeniata perchè apparentemente è tutto legale. Il problema è che in nessuna parte della mail si fa cenno di quanto verrà posto in essere. Alcuni esempi di queste mail possono essere visualizzate sulle pagine di register.it che ha denunciato la truffa.
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Finanziaria - proroga benefici fiscali

La Finanziaria di quest’anno, all’articolo 9, ha previsto una proroga al 31 dicembre prossimo dei benefici fiscali: detrazione Irpef del 36% delle spese relative ai lavori straordinari, restauro e ristrutturazione, e applicazione dell’IVA agevolata al 10% secondo le regole previste dalla Legge 388/2000, articolo 7 comma 1). Questi vantaggi sono applicabili anche alla sostituzione della porta blindata e all’installazione di impianti antifurto. Tali interventi sono considerati di manutenzione straordinaria, come prevede la Legge 457/1978, articolo 31, lettera b, che recita **per l’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi**. In questo caso va precisato che soltanto la realizzazione di un impianto ex novo, che richieda specifici interventi sull’immobile è considerato un intervento di manutenzione straordinaria
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