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Sicurezza, stanziati oltre 10 milioni di Euro per 900 Comuni Lombardi

Fonte: Regione Lombardia
È stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia (BURL) il decreto della direzione generale Sicurezza, Polizia Locale e Protezione civile - la cui attività è coordinata dall’assessore regionale Massimo Buscemi - che stanzia 10 milioni 610 mila euro a 900 Comuni per la realizzazione di progetti finalizzati al raggiungimento di più alti standard di sicurezza e alla prevenzione di fatti criminosi.
I finanziamenti riguardano l’acquisizione di nuovi strumenti tecnologici (sale operative, sistemi di videosorveglianza, acquisto di palmari, radiolocalizzazione di apparati radio) di mezzi (autovetture, fuoristrada, scooter), decorazioni auto (in base alle indicazioni contenute nella nuova legge sulla sicurezza che prevede fasce catarifrangenti con la scritta "Polizia Locale"), divise operative, giubbotti antiproiettile e prolungamenti degli orari di servizio degli Agenti di Polizia Locale.
Il provvedimento è disponibile sul sito internet della Regione Lombardia alla voce Burl.
Tre le tipologie dei destinatari dei finanziamenti:
Province, comunità montane e singoli comuni con popolazione di almeno 10 mila abitanti che abbiano adottato il regolamento del Corpo o del Servizio di Polizia provinciale, montana o municipale
Province, comunità montane e i comuni nei quali si siano verificati nell’ultimo anno emergenze di criminalità
Consorzi tra comuni che complessivamente abbiano un numero di 10 mila abitanti o un minimo di 7 addetti di polizia locale coinvolti nel progetto.
Per la prima tipologia sono stati 112 i progetti finanziati e 126 i Comuni interessati. Per la seconda 14 progetti e 27 i Comuni. Per la terza 159 iniziative e 747 le amministrazioni comunali coinvolte.
Dai 184 comuni interessati del 2000, primo anno in cui sono stati assegnati i contributi regionali, si è passati ai 331 del 2001 e al quasi raddoppio del 2002 (614 comuni) fino ai 900 del 2003.
In particolare, la quota maggiore dei finanziamenti è stata assegnata alla provincia di Milano (83 i comuni coinvolti) con un finanziamento di 2 milioni e 666 mila euro, pari al 25 per cento del totale degli stanziamenti. Seguono la provincia di Bergamo (35 comuni per 1 milione 574 mila euro), quella di Brescia (47 Comuni per un milione 433 mila euro), Varese (21 Comuni per 889 mila euro), Como (23 comuni per 876 mila euro) e Mantova (18 comuni per 856 mila euro).
Più distaccate le province di Pavia (20 Comuni, 802 mila euro assegnati), Sondrio (8 comuni , 417 mila euro), Lodi (10 Comuni, 397 mila euro), Lecco (11 Comuni, 390 mila euro) e Cremona (9 comuni, 304 mila euro).
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No all’uso del fax per pubblicità non richiesta

Serve il consenso del destinatario anche se il numero telefonico compare in un elenco pubblico
Intervento del Garante della Privacy newsletter 27 luglio - 3 agosto
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La questione è stata nuovamente sollevata con un ricorso presentato all’Autorità da un Avvocato che aveva contestato l’invio da parte di una società di materiale pubblicitario non richiesto al numero di fax del proprio studio. Il professionista, infastidito dalla comunicazione commerciale indesiderata, si era rivolto anzitutto alla società che gli aveva inviato la proposta, ai sensi della disciplina sulla privacy, opponendosi all’ulteriore utilizzazione dei propri dati personali e chiedendo di conoscere, tra l’altro, la loro origine e il nominativo dell’eventuale responsabile del trattamento.
Insoddisfatto della risposta ricevuta aveva ribadito le richieste presentando ricorso al Garante. La società, a giustificazione del proprio operato, dichiarava di aver reperito il numero di fax da un sito Internet che permette di visualizzare gli elenchi degli Avvocati di una determinata area geografica e di averlo usato per pubblicizzare la propria attività commerciale, ritenendo di poterlo utilizzare liberamente, senza il consenso dell’interessato, perchè a suo avviso proveniente da elenchi accessibili a chiunque.
Di diverso avviso il Garante che, nel riconoscere la fondatezza delle richieste del professionista, disponeva che la società si attenesse alla normativa, specifica e inequivoca, che disciplina l’uso del fax in caso di comunicazioni commerciali, secondo la quale non si può prescindere dall’acquisire il consenso dell’abbonato (art. 10 del decreto legislativo n.171/1998, ora art. 130 del nuovo Codice sulla privacy pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale lo scorso 29 luglio).
In considerazione, però, delle particolari circostanze accertate nel corso del procedimento, il Garante ha constatato la violazione, ma ha ritenuto che non ricorressero nel caso concreto i presupposti per la denuncia di reato. Poichè, inoltre, la società ha assicurato di interrompere l’indebito utilizzo del numero di fax ed ha soddisfatto, anche se in ritardo, le richieste del professionista, l’Autorità ha dichiarato non luogo a provvedere sul ricorso e ha addebitato parte delle spese del procedimento alla società.
È stato comunque aperto un distinto procedimento per l’eventuale applicazione di una sanzione amministrativa, non risultando che la società abbia informato l’avvocato sull’uso che avrebbe fatto dei suoi dati personali. (art. 10, legge n. 675/1996).
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